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AC Milan, mercato già chiuso

Appena finita la presentazione del nuovo acquisto, il fuoriclasse brasiliano Ronaldinho, Adriano Galliani, vice presidente vicario del club rossonero, annuncia la chiusura del mercato in entrata, precisando che si cercherà adesso solo di piazzare in altre squadre qualche giocatore ritenuto di troppo.

Decisamente un campagna acquisti che lascia perplessi quella del Milan, che aggiunge si un nome prestigioso, anche se da recuperare al grande calcio, dopo un lungo periodo di inattività, al proprio reparto offensivo, che sembrava però quello meno bisognoso di rinforzi, a differenza di quello difensivo e anche al centrocampo. In attacco infatti i rossoneri potevano già contare su uomini del calibro di Kakà, Inzaghi, Pato, Borriello e il giovane Paloschi, che tanto bene aveva impressionato sul finire del campionato scorso. L’arrivo di Ronaldinho va così ad aggiungersi ai tanti campioni del reparto avanzato, rischiando di mettere in ombra un campione sempre prezioso nell’economia del gioco della squadra meneghina come Clarence Seedorf, che già ha espresso il proprio malumore per la situazione che si è venuta a creare.

La rosa del Milan è quindi già da considerare al completo con gli arrivi di questi nuovi giocatori, oltre al brasiliano: Mathieu Flamini, Marco Borriello, Christian Abbiati, Gianluca Zambrotta, Luca Antonini e Ignazio Abate.  Rimane quindi quasi inalterato il reparto difensivo milanista, che farà ancora affidamento sui veterani Nesta, Kalazde e Jankuloski, con la sola aggiunta del terzino della nazionale Zambrotta, anche lui ormai ultratrentenne e reduce da un paio di stagioni non esaltanti vissute in quel di Barcellona, dove spesso è stato relegato in panchina. Bonera e Oddo le migliori alternative a disposizione di Ancelotti.

Anche per il centrocampo un solo innesto, quello del francese Flamini, che dovrebbe andare a rinvigorire un centrocampo nel quale la tenuta atletica di Rino Gattuso e Massimo  Ambrosini ha mostrato preoccupanti segni di cedimento, e a sostenere il genio di Andrea Pirlo, bisognoso di un energico body guard al suo fianco per esprimersi al meglio. Le altre alternative continueranno ad essere Brocchi e il brasiliano Emerson, del quale peraltro si sono perse le tracce calcistiche da un pò. Difficile comprendere, come accennato prima, quale sarà il ruolo di Seedorf in questa squadra, che con in campo l’olandese potrebbe essere pericolosamente sbilanciata in avanti. Sarà quindi interessante verificare le soluzioni che il mister Carlo Ancelotti escogiterà per centrare l’obiettivo dichiarato del club rossonero, la vittoria dello scudetto. Obiettivo scontato, visto che per la prima volta da anni il Milan non parteciperà alla prossima Champions League.

Francamente non mi pare quella della società di via Turati una campagna di rafforzamento soddisfacente, tale cioè da consentirle di annullare il gap che la divideva dalla concittadina Inter, campione d’Italia in carica. Unico elemento a favore dei milanisti, il fatto che la squadra nerazzurra sarà impegnata su più fronti e si sa che le competizioni internazionali costano tante energie psicofisiche.

Da considerare pure che sia l’Inter sia le altre big del calcio italiano, sono ancora attive sul mercato calcistico e potrebbero ancora ingaggiare giocatori in grado di alterare l’equilibrio tecnico del campionato.

Luglio 16, 2008 Pubblicato da asdrubale86 | Calcio | , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Spagna campione d’Europa


Finalmente la nazionale di calcio spagnola ritorna alla vittoria in una grande competizione internazionale, dopo la vittoria nella competizione europea del 1964 e dopo tutta una serie di spedizioni, negli stessi campionati europei e ne i campionati mondiali, nelle quali, pur partendo spesso coi favori del pronostico, finiva sempre per essere eliminata nelle prime fasi, magari facendo pure illudere i propri sostenitori con un esordio brillante, ma al quale inevitabilmente seguiva l’opaca prestazione che la escludeva dalla lotta per la vittoria.
Vittoria che è arrivata invece a Vienna, in occasione di questi campionati europei del 2008, ed ottenuta in modo chiaro ed inequivocabile, tanta è stata la superiorità che le furie rosse hanno dimostrato rispetto agli avversari.
Il percorso degli iberici è stato senza intoppi, tutte le squadre incontrate sono state battute chiaramente, anche l’Italia, nonostante lo zero a zero finale e la sconfitta ai rigori, non può dire di essere stata all’altezza degli spagnoli, che hanno meritato ampiamente il passaggio del turno. Come pure la squadra “rivelazione del torneo, la Russia, che era divenuta lo spauracchio di tutti, ma che pure la Spagna ha sconfitto ben due volte e con ampio margine ( .
La Germania, giunta ancora una volta in finale, secondo una consolidata tradizione che vuole i tedeschi quasi sempre presenti nelle fasi finali delle grandi competizioni, come suo solito ha venduto cara la pelle, cercando di colmare il gap tecnico con i giocatori spagnoli con l’impegno, la grinta e la prestanza fisica. Sono così stati i tedeschi a comandare il gioco per i primi 20 minuti, con un buon

Podolski protagonista di qualche azione pericolosa, ma anche il giocatore di origine polacca si è poi spento insieme al resto della squadra, che ha dovuto capitolare davanti ad una Spagna che, dopo aver controllato il gioco nella fase iniziale, ha cercato e trovato il gol della vittoria di con Torres, portando per la seconda volta il titolo di campione d’Europa a Madrid.
Onore quindi al più anziano allenatore in campo, il 70 enne Luis Aragones, che ha fatto quello che pochi allenatori hanno il coraggio di fare: rinunciare ad un monumento del calcio nazionale come Raul Gonzales Blanco, per presentare una nazionale di giovani e giovanissimi, nella quale la parte dei veterani la fanno giocatori 27 enni, come Casillas, Villa ed altri. Nazionale quindi giovanissima e capace ancora di progredire con la maturazione dei più giovani e che diventa, a questo punto, una delle favorite dei prossimi mondiali del 2010, nel quale gli spagnoli tenteranno di invertire la tradizione che li vuole sempre comprimari nella massima competizione calcistica.

Luglio 15, 2008 Pubblicato da asdrubale86 | Calcio | , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

L’errore Donadoni (e gli errori di Donadoni)

Quello della nomina di Roberto Donadoni come ct della nazionale di calcio italiana si può forse considerare il caso dell’uomo giusto al posto giusto, ma nel momento sbagliato.

La sua nomina, avvenuta dopo le dimissioni dall’incarico di Marcello Lippi, fresco vincitore della coppa del mondo 2006, fu subito salutata con scetticismo, sia per l’età ancora giovane dell’ex campione del Milan, sia per la troppo breve carriera da allenatore, solo due stagioni alla guida di una “provinciale ” come il Livorno, sia per il modo della nomina, avvenuta per molti grazie all’amicizia con Demetrio Albertini, suo ex compagno al Milan e pure lui proiettato improvvisamente a vertici della federazione calcistica durante il commissariamento di Guido Rossi, che dopo lo scandalo di “calciopoli” avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo del calcio.

Lippi lasciò dopo l’inaspettata vittoria, certamente per rilassarsi dopo un’avventura affrontata contro la volontà dei più, che gli rifacciavano l’appartenenza alla Juventus di Luciano Moggi e la presenza del figlio Davide nella compagine dei procuratori appartenenti alla famigerata “Gea”, società che dominava il mercato del calcio e per la quale qualcuno adombrava Lippi avesse convocato in Nazionale qualche giocatore da quella rappresentato, non per merito, ma per aumentarne il valore commerciale. Lippi inghiottì tutte le accuse, e le offese, e condusse con grinta e capacità indubbie la squadra azzurra alla vittoria, ritrovandosi la sera di berlino, come sempre avviene, sul suo carro tutti i critici e i fustigatori della vigilia. Ma a quel punto la scelta del tecnico vittorioso era inevitabile, troppo rischioso continuare dopo essere saliti sulla vetta del mondo, con una squadra molto anziana difficilmente in grado di ripetere le prestazioni mostrate in terra tedesca.

Ecco così arrivare alla guida della nazionale Roberto Donadoni, tecnico giovane e disposto a correre i rischi di una defalliance, che nessun tecnico affermato avrebbe mai accettato.

La partenza non fu infatti felice; le qualificazioni per il campionato europeo 2008 partirono con un pareggio interno con la Lituania e una sconfitta in terra di Francia che non lasciavano presagire niente di buono. Invece, piano piano, Donadoni riuscì a trovare la “sua” squadra, qualificandosi per gli europei grazie ad una superba vittoria in Scozia, scavalcando i francesi in classifica.

I risultati positivi tacitarono anche i critici più accaniti del nuovo ct, che sembrò trovare finalmente un clima più tranquillo per preparare la squadra in vista della competizione continentale, nella quale l’Italia era stata inserita nel “girone della morte”, cioè con squadre dal contenuto tecnico notevole, come la solita Francia, la Romania e l’Olanda.

ma fu proprio allora che Donadoni commise il suo primo errore: convinto ormai di aver trovato la quadratura del cerchio, confermò per l’esordio agli europei, gli stessi uomini che gli avevano fatto guadagnare la qualificazione, non accorgendosi che questi erano arrivati alla fine della stagione in condizioni fisiche pessime, mentre altri si mostravano molto più brillanti. Altro errore è stato quello di non aver inserito, nella rosa dei 23, qualche giovane di belle speranze , come Giuseppe Rossi e Riccardo Montolivo, convocando invece, per non subire le criticha della stampa, campioni ormai al tramonto, come Marco Materazzi e Alessandro Del Piero.

La prima partita giocata e persa per 3 a 0 contro l’Olanda (la sconfitta con il maggior scarto mai subita dall’Italia in una competizione ufficiale) dimostrò subito gli errori commessi dal tecnico. Errori che Donadoni, da persona intelligente qual’è e da tecnico preparato qual’è, cerco subito di riparare, schierando una fomazione diversa nelle restanti due partite del girone, pareggiando così 0 a 0 con la Romania e vincendo 2 a 0 cotro la francia, centrando comunque la qualificazione.

La squadra di Donadoni mostrò comunque una notevole forza morale e qualità tecniche non disprezzabile, ma con una evidente difficoltà nella manovra offensiva, dovuta alla scarsa forma di qualche elemento e dalla mancanza di giocatori freschi e tecnicamente in grado di saltare l’uomo e armare il contrattacco veloce, il famoso “contropiede” arma prediletta del mamba azzurro (così amo chiamare la nostra nazionale).

Contro la Spagna, considerata la miglior squadra presente agli europei, l’Italia dimostrò quindi la sua sagacia tattica e la sua ritrova e proverbiale imperforabilità difensiva, costringendo gli avversari ad uno sterile possesso della palla e addirittura andando vicino al gol della qualificazione, con un tiro di Camoranesi parato miracolosamente dal portiere avversario Casillas. La sconfitta e l’eliminazione è arrivata infine ai rigori, che a volte danno e a volte tolgono, ma l’errore di fondo era stato compiuto all’atto delle convocazione, non in territorio Austro-Svizzero.

Errore di inesperienza di un tecnico troppo giovane, anche se preparato, che gli è costato il posto, che era sempre stato in bilico, posto che di nuovo verrà ora occupato da Marcello lippi, che terminato il periodo sabbatico che si era concesso, è intenzionato a ritentare l’avventura mondiale in Sud Africa, nel 2010. La differenza è che questa volta la nomina di Lippi è stata accolta da un coro quasi unanime di conensi, nonostante il processo contro la “Gea” sia ancora in piedi e l’eventuale conflitto d’interessi con l’attività del figlio Davide pure. Ma queste sono cose alle quali siamo abituati, l’importanre è arrivare alla vittoria e Marcello Lippi c’è arrivato.

Ora il tecnico viareggino lotta per entrare nella leggenda, tentando di eguagliare Vittorio Pozzo, che portò l’Italia alla vittoria mondiale negli anni 1934 e 1938, un’impresa difficilissima che speriamo gli riesca, onorando così anche una scelta coraggiosa, perchè certamente Lippi non avrebbe avuto difficoltà a trovare una panchina di un club di prestigio, spuntando pure un contratto molto più vantaggioso di quello ottenuto dalla fgci.

Luglio 15, 2008 Pubblicato da asdrubale86 | Calcio | , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.